SocialCom 2016

Cosa resta di SocialCom 2016

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[sgmb id=”1″]Ieri ho seguito la diretta streaming di SocialCom e il relativo flusso social con hashtag #SocialCom16 e scrivo in collaborazione con Eleonora Casula, la quale conclude questo articolo con il suo pensiero su Social e Politica, i concetti emersi che maggiormente mi han colpito.

L’ evento che si è svolto alla camera dei deputati ha visto l’intervento di esponenti politici, giornalisti, imprenditori ed esperti del settore digital. Il tema centrale di questa terza edizione  è stato l’efficacia del Social network nella politica.

Sono state quattro ore interessanti con tanti spunti offerti da persone con professioni diverse e punti di vista diversi ma tutte con un denominatore comune, la trasformazione digitale è adesso e bisogna cambiare in tutto :

  • nel modo di relazionarsi alle persone
  • nel modo di procacciare nuovi elettori
  • nel modo di vendere notizie di valore

Concetti che anche se detti e ridetti da anni dagli esperti del settore non sono così scontati per la maggior parte dei politici, di giornalisti, di imprenditori e professionisti  del nostro paese.

Sono ancora tante le lacune nel modo di utilizzare le nuove piattaforme sociali  cercando di attuare schemi comunicativi di 15 anni fa sperando che funzionino, puntando sull’autoreferenzialità piuttosto che sulla relazione o cercando di contestualizzare vecchi modelli di business scoprendo poi che non sono più sostenibili .

Ecco alcuni dei tweet più interessanti della giornata:


Si è poi capito che ci sono stati problemi tecnici che han fatto slittare il tutto di 10 minuti ma l’idea di un’attività di apertura al posto dello schermo nero la trovo valida.

Da figure politiche ci si aspetta sempre tanto quindi il contenuto oltre che la forma è decisivo.


Uno dei concetti più incisivi della giornata, no al copia e incolla e spartiti comunicativi tutti uguali. Costruiamo il nostro food ascoltando la comunity e conoscendo i fan.

Brillante ed efficace come sempre Federico Ferrazza che con assoluta tranquillità esorta tutti a rivedere i propri modelli comunicativi e di business.

L’editoria è tra i mercati che dovrà perforza di cose stravolgere il suo modo di proporre valore, non è sostenibile offrire notizie in modo gratuito.


Luca De Biase sottolinea di come gli sforzi dovrebbero tendere a trovare il modo di trasmettere il proprio valore in campo digitale.

Rudy con estrema semplicità come “Renato” sia il nuovo modello di business

Conclude Benedetto Motisi con un bel intervento sul valore della credibilità in rete e di come questa sia la nuova moneta. Per finire il concetto che più mi ha lasciato sorpreso:  parliamo di social media, trasformazione digitale e poi …


E su questo ultimo punto conclude l’articolo Eleonora Casula , digital pr e social media manager con anni di esperienza nel campo politico. Il tutto ha inizio grazie a twitter e ad uno scambio di opinioni in merito ad una mia battuta :

ed è così che sono felice di riportare nell’articolo il pensiero di Eleonora

Social e Politica in Italia hanno un rapporto perverso.

Posto che con Politici si fa riferimento esclusivamente a coloro che ricoprono determinati ruoli all’interno dell’organizzazione civile e sociale del Paese e dunque non si possono annoverare tra essi parecchi soggetti è bene capire che ad oggi nonostante tutto non si è capito il potenziale della comunicazione.

Deputati e Senatori in genere delegano le attività di comunicazione all’assistente parlamentare che, ahinoi, in media non è preparato per svolgere simili attività ed è così che : non si risponde alle mail non si posta nei social quel qualcosa come deve essere si hanno contenuti di basso profilo si generano epic fail ad alto livello In media social e attività di comunicazione online viene seguita durante le campagne (primarie o elettorali) ed è lì che il corpo politico ed il quadro dirigente di un partito investe ma dopo, il giorno dopo in media tutto tace.

Le pagine iniziano ad essere lente e monotone, le mail non vengono risposte. Scoperta da poco, la figura del social media manager, non viene sfruttata o capita a dovere.

Per quanto riguarda i social poi regna l’improvvisazione: raro è il partito o il politico che affida la comunicazione ad esperti del settore, in genere ci si rivolge alle agenzie che hanno sempre curato il materiale o, perchè no, (per campagne regionali o cittadine) ai militanti ed allora è “confusione”.

Se si osservano i siti internet personali di tanto personale politico ci si accorge che funzionano solo per il periodo elettorale diventando poi luoghi morti. Un vero peccato non percepire l’importanza del social e della comunicazione web, chi la percepisce la usa magari in modo errato quando basterebbe rivolgersi a chi di comunicazione e politica è esperto e sa curare social, mail e altro. Risponditore di mail? No forse no, probabilmente potrebbe essere necessario personale specializzato e formato per la comunicazione.

Se andiamo su linkedin o su un altro social e osserviamo i curriculum professionali di chi gestisce l’immagine di qualche politico ci rendiamo conto di quanto sono utopistici i ragionamenti…. perchè? Perchè non ci si improvvisa comunicatori e manco assistenti e perchè comunicare non significa mandare i soliti 500 bigliettini d’auguri a natale…

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admin

Ho aperto il mio primo PC, un Commodore 64, a 8 anni per connetterlo con quello del mio amico... fortuna poi è arrivato Internet !

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