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Come realizzare un’app che funzioni

Realizzare un’app che sia utile agli utenti, scaricata e condivisa è ben diverso da creare un app e metterla sugli store.

Facciamo un app, che dici ?  Ti sei già fatto questa domanda o è un pensiero che ti sta frullando in testa ?

In questa puntata ed articolo vediamo come costruire un app che funzioni.

Siamo nell’era dei cellulari ovunque si parla di marketing mobile, le statistiche dicono che sempre più persone si connettono con il proprio smartphone alle risorse internet quindi si l’app è una bella idea.

Come realizzare un app che funzioni

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SITUAZIONE TIPO

Creano l’app, pensando di fare un sito internet sicure che le persone vorranno vedere chi siamo , il video, le foto, cosa facciamo, il catalogo di tutti i lavori, ecc.

Risultato: non la usa nessuno !

L’App è inutile quindi ?

No l’app è uno strumento utilissimo ma anch’esso se non è studiato e implementato nel modo corretto rischia di essere un investimento a perdere.

Alcuni suggerimenti allora per costruire un app che funzioni ! Che ti aiuti a raggiungere i vostri obbiettivi di business.

Partiamo da una definizione.

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Le applicazioni dei brand vincenti saranno quelle che capiranno prima degli altri che il valore si crea attraverso un vero rapporto con la persona: utilizzando questa modalità continuativa di interazione senza però “spremere dati” né “bombardando di messaggi”, ma donando utilità prima di chiedere attenzione.

Identificando una propria unicità rispetto al pubblico di riferimento

Con i cellulari L’uso della tecnologia è finalmente davvero intimo.

Il device non è condiviso, esattamente come un portafoglio o un mazzo di chiavi ma si è trasformato in un’ estensione del corpo stesso, un arto plasmabile tramite app su misura della mia necessità (diversa da quella di un altro), e semplifica gli obiettivi della vita reale, nel momento stesso in cui si usa l’app.

Secondo un’indagine del 2013 di AlFemminile.com, la metà delle donne italiane non può separarsi per più di un’ora dal proprio smartphone.

Oggi i dati parlano di percentuali più alte!

Se riusciamo a capire l’utente capiremo come essergli utili, e se gli saremo utili l’utente sarà in grado di fornirci vantaggi tangibili dal punto di vista del nostro business.

Le persone sanno di poter avere la risposta a disposizione in qualsiasi momento nasca un bisogno potenzialmente soddisfatto.

Per riuscire a focalizzarsi sulle modalità di relazione, quindi ad essergli prima utili, anziché sulla tecnologia è necessario come primo passo focalizzare l’utente, la sua vita, le sue abitudini.

Zona di Relazione, in cui l’utente sarà, attraverso l’uso dell’app

Ricordandoci che lo Smartphone è arto artificiale dobbiamo ancora una volta sapere a chi ci rivolgiamo.

-cosa fa nella vita

-quanti anni ha

-come risolve oggi questo problema per il quale sto creando l’app

Dobbiamo costruire il nostro MOBILE PERSONA , BUYER PERSONA , READER PERSONA.

Modelli di persone che dovranno utilizzare il nostro strumento. 

Un grande vantaggio è che il canale è owned, di proprietà, si diceva: non intermediato,se non dall’app store, in cui il brand non deve più acquistare visibilità da terzi come TV, giornali e radio o altri siti, se non in parte per lanciare la app stessa, ma guadagnare in ogni momento una relazione diretta con i propri stakeholder 

Le aziende, per riuscire,  devono quindi (ancora una volta) abbandonare il concetto di marketing monodirezionale, per sfruttare a pieno le potenzialità di un contatto spontaneo, permesso e voluto dal cliente/utente stesso che le porta con sé durante i suoi momenti di vita.

Le aziende che comprendono quanto abbia valore questo rapporto intimo con i loro potenziali clienti sono quelle meglio posizionate per la sfida nell’arena commerciale digitalizzata del futuro.

Una persona che scarica l’app è un cliente che ti ha scelto per la seconda volta

Se apro la app e ci trovo notizie irrilevanti, oppure offerte non ritagliate sui miei desideri, o messaggi fastidiosi e ripetuti in cui dentro “non c’è niente per me”, o se nel momento del bisogno la app non mi è utile, non la userò più o la cancellerò: bastano pochi secondi, ancora meno che disiscriversi da una newsletter.

Ascolta “#24- Come realizzare un APP che funzioni” su Spreaker.

Abbiamo solo una opportunità di fare una ottima prima impressione, in aggiunta. Una app che viene cancellata, o in maniera minore ma non trascurabile una notifica che viene spenta, rappresenta un possibile cliente perso

Il tema quindi non è la mobilità del dispositivo, ma l’intimità del rapporto che intratteniamo con questo.

  • quando deve essere usata l’app della mia azienda?
  • in che momento genero il maggior valore per l’utente : prima di comprare nella fase informativa, mentre compro o sono nel momento della scelta magari in negozio, dopo l’acquisto

Non è il device mobile a fornire risultati superiori di business, ma la relazione che il brand può stabilire con l’utente attraverso il device: 

Evitare funzionalità  inutili che porterebbero l’utente a stancarsi dell’applicazione nella Dead Zone, la zona morta delle feature di cui le app sono piene, ma che nessuno ha mai usato, tranne coloro che le hanno volute inserire a tutti i costi, “perché non ci costa niente”. Anche se a livello economico l’inserimento sembra gratuito, questa zona morta costa molto invece: disperde l’attenzione dell’utente, abbassa la sua soddisfazione (e quindi la fedeltà di uso), introduce la complicazione inutile che spreca il tempo che l’utente ci dedica, e che lo disto- glie dai suoi (e dai nostri) veri obiettivi

Sfruttiamo invece l’integrazione con la quotidianità e le caratteristiche tecnologiche dell’app . Come per esempio :

Pagamenti: posso integrare la app con sistemi di Digital Wallet

Notifiche interattive con incrocio GPS.

Nel 2016 il mobile è la norma, è l’anno in cui l’impiego di tablet e smartphone ha sorpassato l’utilizzo di postazioni fisse

Una strategia mobile prima di pensare all’app è d’obbligo.

Per concludere

Non sottovalutiamo la promozione.

Il primo passo è la quantificazione del numero di persone per cui possiamo dirci soddisfatti dei risultati raggiunti — quale potrebbe invece essere un numero che abbatte di molto il “costo per cliente” in comunicazione. “

E calcolare quanto vale per noi un utente continuativo. Quant’è il lifetimevalue di un cliente che scarica la nostra app ?

Bene spero di averti spiegato al meglio come progettare la tua applicazione e di averti fatto riflettere prima di fare investimenti di cui potresti pentirti.

L’app come tanti altri strumenti digitali vanno inseriti in un progetto strategico che ha obbiettivi chiari e che per raggiungerli utilizza al meglio ogni strumento.

Vuoi una consulenza per realizzare un’app che funzioni ? Scrivimi 


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Christian Forgione

Ho aperto il mio primo PC, un Commodore 64, a 8 anni per connetterlo con quello del mio amico... fortuna poi è arrivato Internet !

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