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Local Search, Seo e Mobile First. Come organizzarsi nel 2017!

In questo articolo, vi parlo di come Ricerca Locale ottimizzazione SEO e strategie di Mobile Marketing stanno rivoluzionando l’attività di posizionamento online .

Da una libera traduzione e interpretazione di questo articolo trovato su Moz  : SEO and Digital Trends in 2017 scritto da Gianluca Fiorelli.

 

Il 2016 è stato un anno molto intenso, soprattutto per il mondo SEO e per Google in particolare. Per tentare una previsione di quello che ci aspetta nel prossimo futuro, dobbiamo considerare che cosa è successo nel passato. Guardiamo allora agli eventi che hanno segnato l’evoluzione di Google negli ultimi 10 mesi.  Un’analisi di questo tipo ci permette di capire che Google si sta orientando quasi completamente verso una fruizione da mobile dei suoi contenuti. L’indicizzazione “mobile-first”, ovvero la priorità di indicizzare i contenuti per mobile, sembra la inevitabile conseguenza di un anno (e oltre) dedicato quasi esclusivamente alla diffusione e alla forzatura di un cambio di mentalità da una fruizione desktop a una mobile. L’impegno investigativo di Google sembra ormai quasi completamente devoto alla ricerca personalizzata e predittiva, offrirci quel che vogliamo ancora prima di cercarlo è il grande MANTRA.

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Ancora una volta, questo è piuttosto logico, se consideriamo il legame profondo che abbiamo con dispositivi personali come telefonini o assistenti domestici. Per la stessa ragione, la ricerca vocale sembra la nuova frontiera della ricerca di contenuti, parzialmente perché Bing – che usa una strategia di business differente da Google – può rappresentare un grande competitor in questo campo.

Inoltre, da quando John Giannandrea è diventato vice-presidente senior della ricerca a Google, l’intelligenza artificiale e l’apprendimento approfondito hanno cominciato a essere utilizzati di default in qualsiasi risvolto della ricerca su Google. Perciò, dovremmo aspettarci che vengano utilizzati ancora di più nel 2017, forse con algoritmi specifici che migliorano ogni fase di Hummingbird.

In un mondo in cui la fruizione è solo mobile, la rilevanza della ricerca locale è perfino più elevata.

Il passaggio da una fruizione “desktop-first” a una “mobile-first”

Finora i SEO hanno considerato la ricerca mobile come una delle tante loro specializzazioni, alla stregua della ricerca locale o di capacità SEO internazionali. La mentalità non è cambiata di molto quando, nel 2015, Google ha annunciato AMP.

Tutti i professionisti SEO considerano AMP solo un altra (spesso noiosa) “capacità aggiunta” alla nostra lista di implementazione, e non come un segnale delle intenzioni reali di Google: la ricerca da mobile costituisce la ricerca nella sua totalità. Con l’annuncio della svolta nell’indicizzazione verso un “mobile-first”, però, le sue intenzioni sono chiare al cento per cento, e in qualche modo rappresentano una rivoluzione copernicana: dopo 18 anni passati a prediligere il desktop, ora dobbiamo dare priorità al mobile. 

La ragione di questo cambio epocale è evidente se guardiamo alle fonti del traffico sui nostri siti: la maggior parte oggi arriva da mobile. 

Il traffico da desktop resiste ancora per siti di aziende che si occupano di computer ed elettronica, internet e telecomunicazioni, scienza e viaggi. Un buon esempio è Tripadvisor, dove il 71 per cento del traffico viene da desktop, e il traffico mobile rappresenta il 55 per cento. Ma queste stesse percentuali dovrebbero farci riflettere. Non significa che Tripadvisor non sia visitato da mobile, ma che per il traffico mobile sono rilevanti altri canali  come la sua APP.

AMP, quindi, si connota come la caratterizzazione principale nella ricerca su Google quest’anno.

Google ha annunciato AMP nell’ottobre 2015, e ad aprile già il 37 per cento degli articoli di siti di news aveva una versione AMP, secondo uno studio del progetto GDELT. Tuttavia, lo stesso studio riporta che, globalmente, solo il 40 per cento di tutti gli articoli dei siti di news aveva una versione mobile di un qualche tipo. Va sottolineato che lo studio del progetto GDELT si riferisce solo ai siti di news e non di ecommerce o altri tipi di siti web, che vedono un utilizzo più massiccio di versioni mobili. Nonostante ciò, si può comunque considerare un buon barometro della realtà complessiva del web.

A proposito di “barometri”, altri studi indicano come la percentuale di persone che utilizzano uno smartphone sia in continua crescita, mentre la percentuale di persone che navigano da desktop è in calo rispetto al 2015 (o è stabile se consideriamo gli ultimi 5 anni). Attenzione, però: se analizziamo il trend in altri paesi, come quelli asiatici o europei, la percentuale di persone che usano principalmente lo smartphone è perfino maggiore. Questo significa che dovremmo trascurare la ricerca da desktop? No.

La ricerca da desktop è ancora ampiamente utilizzata per ricercare prodotti. Questo spunto va considerato se stiamo programmando di ridisegnare il nostro sito, per trovare un bilanciamento tra la fruibilità del sito da mobile e da desktop.

Nella tabella qui sotto, ripresa dal libro Mobile Marketing , vediamo in modo esemplificativo il comportamento delle user personas . Le percentuali sono un esempio !

mobile marketing ed ecommerce
Che cosa fare nel 2017?
Prepararsi, anzi decidersi a far diventare prioritaria  l’indicizzazione “mobile-first”.

Quando Google ha annunciato l’indicizzazione “mobile-first” lo scorso 4 novembre, non ha detto che il cambio sarebbe avvenuto lo stesso giorno, o perfino dopo qualche giorno. Piuttosto, Google ha dichiarato: “Per rendere i nostri risultati più utili, abbiamo iniziato esperimenti per rendere la nostra indicizzazione ‘mobile-first’, per rendere prioritaria una fruizione da mobile”. Questo significa che noi siamo ancora dentro un’indicizzazione “desktop-first”, ma è quasi sicuro che questo cambierà nel 2017.

Come accaduto con Mobilegeddon nel 2015, Google ci sta dando tempo per:

  1. Creare una versione mobile di qualsiasi formato se il nostro sito ancora non ce l’ha.
  2. Rendere i contenuti e le pagine fruibili allo stesso modo nella versione desktop e in quella mobile. Fate attenzione che questo è l’unico rischio possibile di perdere davvero il posizionamento, perché se abbiamo contenuti visibili nella versione desktop che non vengono riprodotti nella versione mobile, quando Google passerà all’indicizzazione “mobile-first” perderete la visibilità. Per questa ragione Google afferma che l’unico modo per evitare questo problema è prepararsi al cambio.
  3. Implementare i dati strutturati nella nostra versione mobile, perché questo normalmente viene trascurato nell’interesse della velocità (ma a Google servono quelle informazioni).
  4. Eventualmente riconsiderare tutta la fruizione e ottimizzarla sia per desktop sia per mobile. Per esempio, nei mesi recenti molti siti hanno iniziato a disfarsi delle tabelle e a presentare tutti i loro contenuti insieme. Questa limitazione non si potrà più applicare una volta si sia passati all’indicizzazione “mobile-first”.
  5. Ripensare e pianificare una nuova strategia se abbiamo un sito mobile separato. Questo è più di un consiglio di strategia difensiva, però, perché non sappiamo ancora cosa succederà nella nuova indicizzazione.
    Se dovessi dare un ultimo consiglio, sarebbe questo: se hai una versione mobile molto brutta, e sai che non ne avrai una nuova, pienamente funzionale in tempo per il 2017, allora (per assurdo) sarebbe meglio avere un sito fruibile solo nella versione desktop. Infatti, Google ha ripetutamente affermato che l’indicizzazione “mobile-first” non significa che non verranno indicizzate le versioni desktop dei siti. Al contrario: se un sito non ha nessuna versione mobile, Google indicizzerà e considererà per il posizionamento la sua versione desktop. E lo stesso varrà anche se il sito ha una versione AMP.

AMP 

Nonostante le preoccupazioni che AMP sta generando tra alcuni grandi siti di news, possessori di siti e SEO, non sembra che Google ridurrà la sua pressione per adottarlo su un gran numero di siti. Al contrario! Infatti, se AMP era inizialmente diretto ai siti di news (e blog), recentemente Google ha iniziato a presentare i risultati di AMP anche per i siti di ricette e di ecommerce come Ebay (che è uno dei fondatori del progetto AMP). Perciò, se il tuo sito è già attraversato da una grande quantità di traffico da mobile, dovresti pensare di creare una versione AMP. Questa dovrebbe essere la priorità per un blog, un sito nuovo o un sito di ricette.

Comunque, se hai un sito di ecommerce, potrebbe essere interessante AMP-lificare una categoria per testare le performance. Non tutte le funzionalità standard di un sito ecommerce sono possibili in AMP, ma se dovessi scommettere direi che questo è il fattore su cui si svilupperà AMP nel prossimo futuro. Google e Ebay sono troppo coinvolte per ignorarlo. Detto questo, per un sito di ecommerce potrebbe essere eccitante sperimentare AMP, ma la scelta strategica dovrebbe essere PWA.

PWA

Credo proprio che se ci sarà un trendic topic nel 2017, sarà PWA. Non solo Google ha già iniziato a diffondere pubblicamente i suoi effetti tramite i suoi blog di webmaster e siti di sviluppatori, ma i googlers lo stanno suggerendo informalmente nelle conferenze e nelle chat private.

Cosa sono i PWA ? Ho chiesto aiuto al mio amico e collaboratore in diversi progetti Mauro Piccini, consulente Mobile.

Le PWA sono un concept di google che intente coprire il divario tra web e app su mobile.

L’intento è quello di fornire una soluzione all’utente che sia facilmente accessibile come una pagina web (es. niente installazione, cercabile via google) e potente come un’app nativa (es. accesso all’hardware dello smartphone, esecuzione offline).

Al momento il supporto è limitato ad Android e una parte in Chrome su iOS.

La funzionalità offline è attualmente la più promettente e più vicina a poter essere adottata.

Permette di caricare al webapp navigando su web e di utilizzare anche senza connessione come se fosse installata sul dispositivo.

Come abbiamo detto, non tutti i siti ecommerce  sono completamente compatibili con AMP. Inoltre, tre secondi è il nuovo parametro di velocità, secondo uno studio che Google ha presentato lo scorso settembre.

Perfino un sito mobile ottimo e reattivo fa fatica a viaggiare a un tale livello di velocità, se consideriamo la pesantezza delle pagine web di oggi. E poi si arriva a un’altra ossessione di Google: la sicurezza…e PWA lavora solo con https.

Per cui, è facile intuire che Google spingerà i proprietari dei siti a spostarsi su PWA. Se hai un sito di ecommerce, non hai una app o stai riconsiderando l’opportunità di mantenere costantemente due app (IOS e Android) a causa dei costi, allora le PWA (Progressive Web Apps) possono essere la tua scelta migliore, perché consentono a un sito di lavorare come se fosse un app (e anche offline).

Comprendere il linguaggio è il santo Graal dell’apprendimento artificiale

Google sta sviluppando programmi di apprendimento artificiale basati sul linguaggio naturale, il suo interesse in questo campo deriva dalla volontà di offrire la migliore risposta alle domande degli utenti, e per farlo Google deve:

  • capire di cosa tratta ogni documento (semantica)
  • capire che cosa gli utenti stanno cercando, ora più che mai usando la voce e scrivendo nella stringa di ricerca.

Ma ci sono anche altre ragioni:

  •  l’adozione dell’assistente vocale sta crescendo;
  • il 40 per cento degli utilizzatori dell’assistente vocale hanno iniziato a usarla solo sei mesi fa, il che è segno che la fase iniziale sta passando il testimone a una fase più stabile;
  • il 20 per cento delle richieste da mobile sono già avanzate con la funzione vocale (e secondo Microsoft saranno il 50 per cento nel 2020);
  • l’ambiente principale in cui viene utilizzata la ricerca vocale è casa nostra ,a seguire ci sono le nostre automobili. Dobbiamo non solo iniziare a pensare Mobile ma anche che la tecnologia ha iniziato ad evolversi in altri contesti quotidiani.
  • già nel 2014 Google faceva notare che la più alta percentuale di utenti che utilizzano la ricerca vocale erano teenager. Questi teenager stanno crescendo, iniziano a lavorare lavoro e diventano genitori;
  • Amazon ha venduto circa 5 milioni di Amazon Echo ( clicca per capire cosa sono)  negli ultimi due anni, e ha riportato che “Echo Dot e Echo Tap, due versioni più piccole ed economiche del tradizionale dispositivo Echo, hanno contato per circa il 33 per cento delle vendite negli scorsi sei mesi”.

amazon-eco

Queste sono alcune delle ragioni per le quali Google ha sviluppato il Google Assistant e Google Home. Come in passato con Android, Google sta entrando nel mercato quando tutti i suoi competitor sono già avviati.

Vedremo se sarà capace di recuperare la sua posizione ed eventualmente diventare leader nel settore.

Ti stai già muovendo in questa direzione con il piano digitale ? Raccontamelo ci tengo.

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Christian Forgione

Ho aperto il mio primo PC, un Commodore 64, a 8 anni per connetterlo con quello del mio amico... fortuna poi è arrivato Internet !

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